Giovanni Borghi, mister Ignis
Ripercorriamo la vita di Giovanni Borghi grazie al contributo fondamentale fornito dal libro, a lui dedicato, "Mister Ignis", che l'autore, Gianni Sparta, ha pubblicato per Mondadori.
Questa storia deve partire da una premessa necessaria.
Perché parlare di Giovanni Borghi significa anche riavvolgere il nastro del tempo per riscoprire, non senza un briciolo di malinconia, i profili seppiati tipici degli scatti dedicati alla vegia Milan.
Parte 1 — I Borghi e L'isola, Milano addio
Dal quartiere operaio dell'Isola di Milano a una casetta nel Varesotto. Un ragazzino da 14 lire a settimana, una vetrina distrutta nella Liberazione e una famiglia che riparte da zero con i fornelli elettrici.
Parte 2 — Don Angelo, tra eucarestia e risorse umane
Un prete che recluta talenti, un ragioniere degli alpini e una giovane impiegata con la figura da mannequin. Tre incontri che cambiano il destino dei Borghi — e un marchio trovato quasi per caso.
Parte 3 — Borghi e Mattei, due visionari
La crisi energetica minaccia i fornelli elettrici. Tutti si fermano, Borghi accelera. Come Mattei trivella il metano nella Pianura Padana, Giovanni trasforma il disastro nella sua prima grande occasione.
Parte 4 — La nuova era, la lettera di dimissioni
Cento operai, un fornello rivoluzionario stampato a freddo e Giovanni che vende porta a porta col camion. Poi la lite col padre, una scenata davanti agli operai e una lettera di dimissioni. A risolvere tutto, un biglietto: "Se tu ti dimetti crolla tutto. Firmato: papà."
Parte 5 — Gli armadi del freddo, c'è del buono in Danimarca
L'Italia sogna l'America e Borghi punta sui frigoriferi. Ma sono troppo grossi, rumorosi e costosi. La soluzione arriva dalla Danimarca. E da un calabrese emigrato in America arriva l'intuizione che cambia tutto: il terzismo.
Parte 6 — Preferisco perdere un socio che un fratello
Muore papà Guido, i due fratelli non possono più convivere. Gaetano esce con una frase che vale un romanzo. Intanto la schiuma di poliuretano rivoluziona i frigoriferi e la Ignis conquista il 38% dell'export italiano.
Parte 7 — Il re del Vigorelli, l'Italia scopre Ignis
Borghi inventa il marketing sportivo moderno. Resuscita la Sei Giorni ciclistica, porta Ignis su Carosello e ingaggia Nino Manfredi e Adolfo Celi. Un industriale del Varesotto che sfida la Francia a suon di pubblicità su Paris Match.
Parte 8 — Sportivo, ma non troppo
Giovanni non è esattamente un atleta — gioca a bocce e va a pesca con il pesce surgelato in tasca. Ma il nome Ignis finisce su ciclismo, box, basket, calcio, motonautica. E un catalano firma il contratto sul pacchetto di sigarette.
Parte 9 — Un canestro di soddisfazioni
La figlia Midia lo trascina nel basket. Cinque scudetti, cinque Coppe dei Campioni. Poi il calcio: Anastasi al Varese, lo sgarbo alla Juventus e il pagamento più assurdo della storia del calcio — metà in contanti, metà in motocompressori.
Parte 10 — Profumo di crisi
Il '68 colpisce anche Ignis. Vent'anni di crescita si fermano. Philips compra a prezzo di saldo. Borghi non accetta e riparte con i televisori a colori. Ma la politica italiana ritarda, il terrorismo rosso entra in fabbrica.
Parte 11 — Da Philips a Whirlpool
Il cerchio si chiude: dall'America era partito tutto, dall'America arriva Whirlpool. Un frigorifero a doppia porta inventato trent'anni prima del suo tempo. E Cassinetta di Biandronno che resta, ancora oggi, il cuore del bianco in Italia.