Prima parte: I Borghi e L'isola, Milano addio
Storie Parte 1 di 11

Prima parte: I Borghi e L'isola, Milano addio

Come ogni sceneggiatura che si rispetti, i luoghi rivestono un ruolo fondamentale. Il nostro racconto prende le mosse da un quartiere, "L'isola", edificato all'inizio del '900, dalla fama discutibile e non certo alla moda come abbiamo imparato a conoscerlo oggi.

I Borghi e L'isola

Eppure, lungo quella frazione periferica nata alle spalle del ponte della ferrovia, si nasconde una florida tradizione d'industriali che un certo segno, nella storia del paese, l'hanno lasciato.

Basti pensare a Silvio Berlusconi, anche lui figlio di quell'area, al pari del fidato sodale Fedele Confalonieri, nipote di Giovanni poiché figlio di sua sorella Gina.

Prima della guerra i Borghi si erano distinti come artigiani e commercianti è anche il piccolo Giovanni portava, nella bottega del padre, il suo contributo come garzone per 14 lire la settimana.

Quella casa nel varesotto

L'oculatezza con cui papà Guido gestiva le varie attività (negozio di elettricista, piccola officina e altre marginali attività), gli consentì l'acquisto di una casetta di campagna nel varesotto, a Comerio, in provincia di Varese, alloggio ideale per la classica gita fuori porta.

Si tratta anche del primo assaggio con il territorio che avrebbe regalato all'ignara famiglia Borghi incredibili, quanto esaltanti, soddisfazioni professionali.

A rompere l'idillio dei Borghi con Milano penserà, però, la guerra.

Alla caduta del regime, il 25 luglio 1943, iniziano in città le prime rese dei conti.

Tuttavia, nulla in confronto a cio che accadrà dopo il 25 aprile di due anni dopo.

Milano addio

Milano, al pari di altri grandi centri, e teatro di rivolte, danneggiamenti e saccheggi.

Tumulti che non risparmieranno la vetrina del negozio di famiglia, distrutta da alcune sassate.

Ribellioni e tumulti consigliano ai Borghi di trasferirsi nella dimora pensata per le vacanze, nel varesotto.

Era arrivato, dunque, il momento di ripensare alla propria esistenza e rimboccarsi le maniche.

Ripartire da Comerio, sospesi tra lago e monti, abbracciati dal verde dei boschi e dal chiocciare delle galline non sarebbe stato facile.

Cio che era stato salvato dalla devastazione del negozio diventerà la base su cui costruire il nuovo inventario utile a definire l'attività di un'improvvisata officina.

Grazie ai quattrini risparmiati, all'aiuto di alcune banche del territorio e alla forza lavoro sottratta ai campi, gli sfollati milanesi iniziarono a costruire fornelli elettrici, piccoli e a buon mercato, facili da trasportare. Prodotti al tempo molto richiesti.

A cambiare un destino apparentemente sconfortante penserà un prete, don Angelo Alberio, e l'incontro con un prestante sottotenente degli alpini...