Quinta parte: Gli armadi del freddo, C'è del buono in Danimarca
Il dopoguerra italiano significa soprattutto ricostruzione. Un passaggio obbligato dopo anni di tormenti in cui il conflitto, capace di ferire il Paese da Nord a Sud, aveva generato distruzione e profonde divisioni.
Gli "armadi" del freddo
Eppure, tra difficoltà economiche e un dolore ancora lacerante, a prevalere fu il desiderio di rivalsa di un'intera nazione.
Proprio in quel frangente, infatti, iniziarono a cambiare stili di vita, comportamenti e sistemi di valori.
Con un'attenzione particolare rivolta al mondo americano, così lontano, ma al tempo stesso invidiato, poiché considerato simbolo globale del benessere.
E, a proposito di benessere, è proprio a quegli "armadi" del freddo, ancora poco diffusi in Italia, che Borghi mostra attenzione.
Tanto che, nel 1950, le tecnologie della Isothermos, una delle prime aziende a occuparsi di freddo, entrano in pancia della Siri (Societa Industriale Refrigeranti Ignis ndr).
Inizialmente, però, andava risolto il problema della dimensione e del consumo di questi elettrodomestici marziani.
Troppo grossi, rumorosi e poco economici per le ridotte possibilita degli italiani.
C'è del "buono" in Danimarca
A risolvere il problema penso un altro storico tecnico della famiglia Ignis, tale Luciano Cavalleri.
La soluzione, per quanto possa apparire curioso, trovava dimora in un'isola...danese ai più sconosciuta. Più precisamente a Nordborg presso la fabbrica di motocompressori Danfoss.
Grazie a un viaggio a Roma, nei palazzi giusti, Borghi riusci a spuntare prezzi meno onerosi sui dazi d'importazione a quel tempo altissimi.
Dopo la Danimarca i Borghi prendono spunto anche da una nota fabbrica americana di stanza a Dayton: la Frigidaire.
D'altra parte, non esisteva altra via se non quella di copiare trucchi da coloro che risultavano più avanti tecnologicamente.
Siamo tutti paisà
Tuttavia, anche per copiare è necessario potersi appoggiare su persone fidate e si sa che gli Usa sono stati (e sono) una tana confortevole per molti paisà.
Uno di questi, Tony Faga, un calabrese trapiantato laggiù, introdusse Borghi a George Gentili, importatore per l'Europa dei frigoriferi marca Philco, dinamico personaggio noto anche per essere un organizzatore compulsivo di crociere acchiappaclienti.
In quel preciso istante a Borghi si accese una lampadina: perché produrre frigoriferi e importarli ad alti costi quando posso farlo con la mia azienda mettendo, poi, il marchio Philco sul prodotto?
La Ignis si scopre dunque terzista, la vera scoperta dell'America.