Ottava parte: Sportivo, ma non troppo, Le due ruote (a pedale)
Storie Parte 9 di 11

Ottava parte: Sportivo, ma non troppo, Le due ruote (a pedale)

Qualche partita a bocce, qualche colpo di remo in gare amatoriali di canottaggio, ma nulla più di questo per Giovanni Borghi. Molto più a suo agio con una canna da pesca in mano.

Sportivo, ma non troppo

Tuttavia, una volta invito un giornalista del "Corriere" per un'intervista durante una sessione di pesca al lago.

L'uomo, tanto orgoglioso da non voler fare brutte figure, intimo ai suoi collaboratori di portargli un pesce surgelato.

Probabilmente, il primo pesce comparsa della storia.

Eppure, il nome Ignis, lo suggerisce la storia sportiva di questo paese, si accompagna alle principali attività agonistiche lungo lo Stivale.

Box, ciclismo, calcio, basket, canottaggio, tennis, ippica, motocross, motonautica e perfino il pattinaggio a rotelle. Tutti sport che, a vario titolo, hanno portato sul petto (o sui calzoncini) il brand Ignis.

Merito, sono parole di Borghi, del fratello Giuseppe, piuttosto opaco quando si trattava di tirarsi su le maniche, ma un assoluto fuoriclasse nelle pubbliche relazioni.

Le due ruote (a pedale)

Un grande amore, Borghi, lo eredito dal babbo; quello per il ciclismo.

Il Giro d'Italia del '55 e poi, l'anno successivo, la settimana sarda, poi la Parigi-Roubaix fino alle grandi classiche belghe. Insomma, la genesi di una passione.

Le vittorie, però, faticavano ad arrivare. Fino a quando, un catalano dalle gambe d'acciaio non rubo il cuore ai Borghi, tale Miguel Poblet capace, a sorpresa, di aggiudicarsi la Milano-Torino.

Poblet racconta come fu avvicinato da Giovanni Borghi quando gli propose un importante contratto.

"Scusi, dove devo firmare?" Qui, rispose Borghi, allungando un pacchetto di sigarette.

Per 5 anni, dal '57 al '62, racconta il catalano, non ci fu più necessità di firmare alcunché, con Borghi bastava la parola.

Poblet, giusto evidenziarlo, ricambio da campione tanta smodata fiducia regalando al clan Borghi due vittorie nella Milano-Sanremo, 22 tappe al Giro d'Italia e tre al Tour de France, senza conteggiare i successi ottenuti nelle gare minori.

Si, erano proprio altri tempi.