Rinviati a giudizio due manager di Lg dopo la morte di Eliana Rozio
Avrà un seguito giudiziario il caso dell'insegnante piemontese uccisa dall'esplosione, lo scorso giugno, dal frigorifero di casa. Processo al via il prossimo 13 novembre
Ne avevamo già parlato qui.
Il dramma, accaduto lo scorso 27 giugno, avrà una sua definizione nelle aule di giustizia.
Tanto è vero che, per i due manager della filiale italiana di LG accusati della morte di Eliana Rozio (intossicata in seguito al malfunzionamento del suo frigorifero, costruito in Polonia nel 2016), il Gup ha deciso il rinvio a giudizio con le pesanti ipotesi di omicidio colposo, incendio colposo e violazione del cosiddetto "codice del consumatore" del 2005.
Il processo per i due dirigenti avrà luogo il prossimo 13 novembre.
L'inchiesta, dopo un primo incaglio dovuto alla difficoltà d'individuare con precisione i motivi dell'esplosione del frigo (anche a causa della scheda madre andata completamente distrutta), ha visto un'accelerazione grazie alla richiesta della famiglia della vittima, di verificare se il dispositivo marchiato CE rispettasse in toto la normativa europea sulla sicurezza degli elettrodomestici.
Infatti, secondo il pm Chiara Canepa, la schiuma di poliuretano usata per la coibentazione del frigo non rispondeva a tali requisiti e, una volta bruciata, fu la causa della diffusione nell'appartamento dei gas letali, a base di acido cianidrico, capaci di regalare la morte all'insegnante.