Storia di Benito Butali, l'imprenditore che fondo l'impero Euronics - parte VII
Storie Parte 7 di 8

Storia di Benito Butali, l'imprenditore che fondo l'impero Euronics - parte VII

Ripercorriamo la vita di Benito Butali grazie al contributo fondamentale fornito dal libro, a lui dedicato, "Conta i soldi con le mani", che l'autore, Luca Caneschi, ha recentemente pubblicato per Rizzoli.

Free Discount House

Uno dei principali pregi di Butali riguarda la conoscenza del mercato. Una vera ossessione, che il nostro studia in modo capillare. Inoltre, si fa strada l'esigenza di aprire a nuove forme di vendita, desiderio che comporta, tuttavia, uno sforzo economico enorme.

Come risolvere il problema? Innanzitutto con l'aiuto della fidata Vera, moglie e attenta collaboratrice, maestra nella gestione dei rapporti con gli istituti di credito, ma soprattutto grazie a un'accurata analisi della vendita al dettaglio che avrebbe potuto, conti alla mano, autofinanziare l'apertura di nuovi negozi.

La lampadina, però, si accende grazie a un nuovo viaggio all'estero (Butali, ricordiamo, era sempre consulente di Zanussi), più precisamente negli Usa. Osservando le modalita con cui era organizzata la rete di distribuzione dei televisori (a cui Zanussi era interessato), l'imprenditore aretino scopre modelli che, con le dovute modifiche, sarebbero stati validi anche lungo lo Stivale.

Il coinvolgimento verso questo tipo di pianificazione aziendale si amplifica durante una visita alla Sears di San Francisco, una sorta di paradiso dell'elettrodomestico. Spazi infiniti, dotati di ogni tipo di prodotto. Realta impensabile per l'Italia dell'epoca.

Eppure, proprio visitando la Sears arriva il consiglio giusto dal management del colosso americano: "Perché non fa una visita alla Free Discount House?".

Dopo aver esaminato l'attività della FDH Butali, nel corso di una concitata telefonata alla moglie, commenterà: "Vera, abbiamo trovato l'uovo di Colombo".

Adeguando alla realtà italiana il progetto FDH, Butali apre, nel 1968, il primo negozio: un'altra, clamorosa, rivoluzione nel settore dell'elettrodomestico e in arrivo. Successo realizzato, più che copiato, sfruttando le intuizioni carpite al Nuovo Mondo.

Il 1968

Mentre il Paese si appresta a vivere una stagione di tensione che, di li a poco, sfocera in una fase costellata da sangue e paura, Butali festeggia un anno propizio con l'apertura, a Firenze, della prima "Casa dello Sconto".

Nello stesso periodo, Butali fa il suo ingresso nella cooperativa Get Italia, di cui fanno parte i grandi nomi dell'imprenditoria del settore. Una realtà, in verità, poco inclina alla vendita di elettrodomestici da cucina (considerati parenti poveri), ma coinvolta intensamente nel commercio di radio, dischi e apparecchi musicali.

Nel frattempo, mentre i negozi di Arezzo restano con la naturale denominazione "Butali", Firenze si accinge all'apertura di nuovi negozi firmati "Casa dello Sconto". Spazi pensati logisticamente accanto a catene della grande distribuzione alimentare (per esempio, Esselunga), che fungono da traino per i clienti.

Con una marginalita bassa ci vuole, tuttavia, una certa dose di coraggio per lanciare nuovi negozi certi di una esposizione finanziaria sbilanciata rispetto al fatturato. Audacia di cui, lo certifica il nostro racconto, Butali era abbondantemente provvisto.