Storia di Benito Butali, l'imprenditore che fondo l'impero Euronics - parte VI
Ripercorriamo la vita di Benito Butali grazie al contributo fondamentale fornito dal libro, a lui dedicato, "Conta i soldi con le mani", che l'autore, Luca Caneschi, ha recentemente pubblicato per Rizzoli.
Lavatrice, questa sconosciuta
Prima dell'avvento della lavatrice, così come la conosciamo oggi, i panni si lavavano con enorme sforzo fisico.
Insomma, grazie a una dose massiccia di "olio di gomito".
Le donne di casa (all'epoca pulire gli abiti era mansione prevalentemente femminile), utilizzavano un sistema ingegnoso, ma decisamente faticoso concepito sull'uso dell'accoppiata bigoncia più ranno.
La bigoncia non è altro che il recipiente, in legno o terracotta, in cui erano ospitati i panni da lavare a cui si aggiungeva una miscela composta da cenere e acqua calda (appunto, il ranno).
I capi venivano, successivamente, battuti con un bastone in una sorta di centrifuga a mano.
Si trattava, ovviamente, di un sistema superato, ma in grado di stimolare l'introduzione di un nuovo sistema di lavaggio.
Ad ingolosire i consumatori italiani pensarono per primi gli inglesi della Hoover pronti a immettere sul mercato un modello primitivo di lavatrice (sfruttando un brevetto americano).
Tuttavia, la macchina a due vasche (così era ideata) risulterà poco pratica e ben presto sarà sostituita dalla versione con oblo prodotta in Friuli, più precisamente a Pordenone, dalla Rex.
In qualità di rappresentanti dell'azienda friulana ai Butali fu dato mandato di procedere al collaudo del nuovo prodotto.
L'esperimento si rivelò inizialmente disastroso, ma fu proprio Butali a capire il motivo del malfunzionamento. Una volta indicato direttamente a Zanussi l'errore progettuale (un errato test sul bilanciamento del peso durante il lavaggio per cui la macchina non era in grado di reggere la centrifuga), la lavatrice si rivelerà un'ulteriore rivoluzione all'interno dell'economia domestica.
Ora, infatti, per un lavaggio completo bastavano pochi minuti.
La rete di vendita
I Butali sono essenzialmente dei grossisti che seguono delle precise logiche di espansione.
Tuttavia, l'esplosione della domanda di elettrodomestici oltre a far calare i prezzi impone delle strategie di vendita nuove.
Dal magazzino, dove inizialmente si espletavano anche le operazioni di vendita, si passa all'apertura e organizzazione dei primi negozi (dagli spazi contenuti), ad Arezzo, Sansepolcro e in Valdarno.
Sfruttando la collaborazione con Zanussi, di cui Butali e consulente, l'attività all'ingrosso garantisce a Butali stesso di raggiungere importanti volumi d'affari e di allargare la rete di vendita.
A rovinare la piazza in Toscana e Umbria pensano, purtroppo, i pisani scaltri mercanti di mobili che decidono di buttarsi nel mondo dell'elettrodomestico.
Grazie a una politica sfacciata basata sulla concorrenza sleale e sulla ricettazione riescono a ritagliarsi una fetta di mercato causando, di fatto, una frattura con i commercianti onesti.
E tempo, dunque, di una nuova svolta e a tracciare la strada sarà ancora una volta lui: Benito Butali.