Storia di Benito Butali, l'imprenditore che fondo l'impero Euronics - parte II
Ripercorriamo la vita di Benito Butali grazie al contributo fondamentale fornito dal libro, a lui dedicato, "Conta i soldi con le mani", che l'autore, Luca Caneschi, ha recentemente pubblicato per Rizzoli.
Dopo la Grande Guerra l'attività dei Butali si dipana principalmente verso due direttrici: il carbone e l'agricoltura.
Tuttavia, il conflitto mondiale porta in dote non solo stanchezza, crisi economica e politica dello Stato liberale, ma anche il senso di una "vittoria mutilata", detonatore delle rivendicazioni più accese dell'area interventista.
In questo scenario, ancora inizialmente confuso, nascono i Fasci di combattimento di Mussolini. Controversie e tensione politiche, peraltro, che non risparmiano nemmeno la famiglia Butali con i figli di Carlo apertamente in contrasto con zii e cugini (radicalmente fascisti).
Benito sia
Ed e nella suppurazione generale generata da una situazione politica incerta, che subdola s'insinua la figurina di Quirino, uno degli stallieri dei Butali. Sarà lui, infatti, reduce di guerra e fascista convinto, ad assumere un ruolo chiave nella scelta del nome del protagonista di questa storia.
La vicenda, per l'epoca, e in se semplice. A causa di una caduta accidentale, quando era incinta, la madre del futuro creatore dell'impero Euronics fu costretta a partorire prematuramente.
Nel tentativo di salvarla tutti si dimenticarono del nascituro, ormai dato per spacciato. Anzi, fu chiamato in fretta e furia anche il prete per un battesimo rapidissimo che desse la possibilita di dare al pargolo almeno una degna sepoltura.
Nella concitazione del momento, è proprio Quirino a consigliare ai presenti il nome da affibbiare al bebe: "Chiamiamolo Benito", nonostante le sopraggiunte proteste per un nome tanto ingombrante.
Invece, il bimbo nato prematuramente non manifestava assolutamente l'intenzione di lasciare anzitempo quel posto un po' folle chiamato mondo.
Ed è proprio così, per volere di uno stalliere fascista della prima ora, che all'anagrafe venne registrato Benito Butali, l'uomo che, con le sue intuizioni, avrebbe rivoluzionato il mondo degli elettrodomestici in Italia.
La prima sede
La prima sede dei Fratelli Butali era ubicata nel pieno centro di Arezzo. L'attività principale, come anticipato, riguardava il legname, anche perché la provincia di Arezzo, completamente circondata da boschi, presentava ricchezza d'alberi qualitativamente ottimi.
Circostanza che suggerirà ai Butali di allargare lo spettro di competenza non solo al carbone e alla legna da ardere, ma anche al mercato delle traversine, nonostante le difficoltà dettate dalla presenza di un complicato interlocutore con cui doversi confrontare. Circostanza, tuttavia, imprescindibile per entrare nell'ingranaggio di amicizie (e interessi) imposto dal nuovo Stato.
Siamo nel 1934, a un passo dalle sanzioni, e a pochi dal secondo conflitto bellico.