Beko Europe valuta investimenti in Italia per 300 milioni di euro
Una luce fioca si staglia sul fondo del tunnel.
Al momento, infatti, non sarà avanzata da parte di Beko Europe nessuna procedura di licenziamento.
Anzi da parte dell'azienda si valuta un investimento nel nostro paese, pari a 300 milioni di euro, di cui un terzo in ricerca e sviluppo.
È quanto emerso al termine del quarto incontro del tavolo relativo al Piano di trasformazione delle attività industriali italiane svoltosi ieri, a Roma, presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, tavolo presieduto dal ministro Adolfo Urso.
Quello annunciato dall'azienda turco-americana rappresenta un passo significativo, seppur piccolo, verso la volontà di trovare una soluzione meno drastica rispetto a quella prospettata lo scorso dicembre.
Tuttavia, non è tutto oro quello che luccica perché se da un lato Beko Europe intende operare di concerto con le istituzioni e le parti sociali, al fine di trovare una soluzione meno impattante per i lavoratori, dall'altro non mostra segni di cedimento sulla decisione di chiudere lo stabilimento di Siena.
Molto più cauti i sindacati.
Attraverso una nota condivisa firmata da Fim, Fiom, Uilm e Uglm, dichiarano che "la disponibilità di Beko a iniziare un confronto su un nuovo piano industriale, senza aprire la paventata procedura di chiusura e di licenziamento, costituisce il presupposto minimo per iniziare una trattativa. Tuttavia le disponibilità aziendali sono ancora estremamente generiche".
Il prossimo incontro fra tutti i soggetti coinvolti è previsto per il 10 febbraio, data in cui si attendono sviluppi sia sulla garantita continuità produttiva sia per quanto concerne la tutela occupazionale per i 4.400 lavoratori coinvolti dal processo di riorganizzazione promosso da Beko Europe.