Ricerca Aeg: lo "Speed Laundering" è il sistema più utilizzato in Europa
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Ricerca Aeg: lo "Speed Laundering" è il sistema più utilizzato in Europa

Un rapporto condotto da Aeg (gruppo Electrolux) ha preso in esame 22 milioni di cicli di lavaggio e 6 milioni di cicli di asciugatura effettuati nel 2024, raccolti dagli elettrodomestici connessi Aeg in 14 paesi europei, tra cui l'Italia.

I risultati? Lavaggi più rapidi, sostenibilità, ma soprattutto l'attenzione ai costi energetici.

Uno studio recentemente condotto da Aeg ha messo in luce le abitudini dei cittadini europei per quanto riguarda il lavaggio dei capi.

L'analisi evidenzia come i consumatori siano sempre più orientati verso la pratica dello speed laundering.

Che cos'è lo speed laundering?

Si tratta della prassi di prendersi cura dei capi attraverso lavaggi sempre più rapidi.

Una soluzione quasi esclusivamente dettata dagli stili di vita frenetici volti all'ottimizzazione dei tempi e a una maggiore praticità.

In sintesi, l'obiettivo alberga nel desiderio di prolungare al massimo la vita dei capi e ridurre al contempo l'impatto ambientale causato dall'industria della moda.

È stato calcolato, infatti, che ogni cittadino europeo scarti circa 16 kg di rifiuti tessili all'anno, l'88% dei quali finisce in discarica o incenerito, nonostante siano ancora in buono stato.

A conferma della tendenza di aumentare la vita degli indumenti, la ricerca Aeg evidenzia come i consumatori siano orientati verso cicli più brevi con lavaggi a temperature più basse proprio allo scopo di allungare la durata dei loro abiti di oltre il 50%.

Bucato? Sì, ma veloce

Il rapporto ha preso in esame oltre 22 milioni di cicli di lavaggio e 6 milioni di cicli di asciugatura effettuati nel 2024, raccolti dagli elettrodomestici connessi Aeg.

Inoltre, sono stati presi in considerazione le attività condotte su oltre 15.000 adulti in 14 Paesi europei, tra cui l'Italia.

L'indagine mostra una decisa preferenza verso routine di bucato veloci.

I risultati del report

I risultati, come anticipato, evidenziano la crescente ascesa del lavaggio "Sotto l'ora": un terzo (33%) predilige lavaggi da meno di 60 minuti, mentre un ulteriore 25% opziona un programma che si completa al massimo in 90 minuti.

Tendenza confermata anche per l'asciugatura dove il 24% sceglie cicli al massimo di un'ora e mezza, e quasi la metà degli intervistati (47%) utilizza quelli di una durata inferiore alle due ore.

L'orario preferito? Il mattino (54%), circostanza che attesta il consolidamento di una tendenza iniziata durante la crisi pandemica.

Capi delicati e regole Ue

I capi delicati, però, mettono a dura prova le scelte dei consumatori.

D'altra parte, il trattamento in asciugatrice, pone un problema: la rapidità dell'asciugatura, spesso, si scontra con la preoccupazione di rovinare i tessuti.

La maggioranza (76%), per esempio, teme di danneggiare tessuti come la lana. Identica preoccupazione si manifesta con altri tessuti e indumenti, tra cui figurano seta, piumoni, giacche in piuma e abbigliamento outdoor.

Dal luglio 2025, è bene tenerlo presente, l'Unione europea ha aggiornato l'etichetta energetica e l'ecodesign per le asciugatrici allo scopo di raggiungere standard di efficienza energetica più rigorosi. Al momento, solo le asciugatrici a pompa di calore soddisfano tali requisiti.

Per questo motivo, Aeg ha deciso di eliminare completamente gli elettrodomestici a condensazione.

Parola d'ordine: efficienza energetica

Il consumo di energia degli elettrodomestici resta uno dei punti cardine della ricerca.

In tal senso, il rapporto dimostra come, per oltre la metà degli europei (53%), l'efficienza energetica avrà grande rilevanza sul loro prossimo acquisto di grandi elettrodomestici.

Preoccupazioni che si riflettono anche sull'uso dell'asciugatrice: il 43% dei proprietari, infatti, cerca di usare il proprio elettrodomestico solo quando strettamente necessario, mentre più di un quarto (28%) ha decisamente cambiato le proprie abitudini di asciugatura per via dei costi energetici troppo elevati.