Quer pasticciaccio brutto di… Mediaworld
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Quer pasticciaccio brutto di… Mediaworld

L'aria di black Friday deve aver tirato un brutto scherzo a una delle più importanti catene di elettronica di consumo ed elettrodomestici che ha venduto, dal proprio sito, iPad al prezzo di 15 € invece di 800 €. Mediaworld, attraverso una lettera agli acquirenti, chiede il saldo (con sconto) oppure la restituzione del bene. Tuttavia…

L'approssimarsi del black friday ha creato un caso Mediaworld.

Un pasticciaccio, per dirla con Gadda, che potrebbe lasciare strascichi indesiderati a una delle catene più importanti di elettronica di consumo e grandi elettrodomestici.

Infatti, lo scorso 8 novembre, sul sito della catena tedesca è apparsa una folle offerta, tanto ghiotta quanto irrinunciabile per gli utenti: iPad Air M3 da 13 pollici a 15 euro anziché 784.

D'altra parte, chi rinuncerebbe, tra i possessori della carta fedeltà, a un oggetto di culto praticamente regalato?

Accortasi dell'errore, Mediaworld ha inviato una lettera ai clienti interessati all'acquisto spiegando che si è trattato di un errore «tecnicamente macroscopico e riconoscibile», proponendo due opzioni: saldare ulteriori 619 euro (con uno sconto di 150 euro per «scusarci del disagio») entro dieci giorni oppure restituire l'iPad.

Che fare?

Come spiega il Corriere.it, il riferimento da considerare è l'articolo 1.428 del codice civile che consente di annullare un contratto se l'errore è essenziale e riconoscibile. Ma per Massimiliano Dona, presidente dell'Unione nazionale consumatori, «in termini puramente oggettivi quello commesso Mediaworld potrebbe essere un "errore riconoscibile" da parte del consumatore.

Ma se guardiamo meglio al mercato, non possiamo trascurare che (soprattutto per i prodotti di elettronica) sono frequenti offerte, sconti e concorsi sempre più esasperati. Ecco allora che, anche visto l'approssimarsi del Black Friday, ritengo che sia sostenibile che qualche consumatore abbia acquistato in buona fede: per fare questa valutazione concorrono altre circostanze, ad esempio il fatto che l'offerta del tablet è stata inviata da Mediaworld ai clienti fidelizzati che quindi potevano credere trattarsi di una promozione. D'altro canto, il numero di pezzi acquistati, sarebbe invece un indizio contro l'acquirente, essendo evidente che se qualcuno ne ha acquistati in grande quantità, forse voleva approfittare dell'errore».

E se i consumatori avessero ragione?

Tuttavia, il cliente potrebbe anche decidere di non assecondare la proposta dell'azienda, rifiutando l'idea di versare più soldi a saldo dell'acquisto.

Perché il cliente fidelizzato, cui era rivolta la golosa offerta, e in assoluta buona fede, avrebbe avuto solo il torto di avvantaggiarsi di un super sconto tra il bombardamento di proposte presenti sul sito.

Tanto che, all'evasione dell'ordine, nessuno in azienda si è accorto di nulla, trattando, di fatto, l'operazione come un normale acquisto.

Chi vincerà l'ipotetico braccio di ferro?