Pompe di calore, fino a 14,4 miliardi di spazio dalla Ue: possibile un nuovo incentivo italiano Illustrazione generata con AI
ElettroNews

Pompe di calore, fino a 14,4 miliardi di spazio dalla Ue: possibile un nuovo incentivo italiano

La nuova flessibilità europea sulla sicurezza energetica apre la strada a incentivi per sostituire le caldaie alimentate da combustibili fossili con pompe di calore. L'Italia ha annunciato di voler utilizzare tutto il margine disponibile per l'energia. Ma un nuovo bonus, almeno per ora, non esiste.

Un nuovo incentivo per sostituire la vecchia caldaia con una pompa di calore? Per il momento non esiste. Ma la possibilità che il Governo decida di intervenire in questa direzione è diventata più concreta.

La Commissione europea ha infatti aperto all'utilizzo della flessibilità prevista dalle regole fiscali europee anche per interventi capaci di rafforzare la sicurezza energetica e ridurre strutturalmente la dipendenza dai combustibili fossili importati.

All'interno del limite complessivo dell'1,5% del Pil previsto dalla National Escape Clause, le misure dedicate all'energia potranno raggiungere lo 0,3% del Pil all'anno nel periodo 2026-2028 e complessivamente lo 0,6%. Per l'Italia si tratta di uno spazio potenziale nell'ordine di 14,4 miliardi di euro.

Il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti ha già annunciato l'intenzione del Governo di chiedere l'utilizzo dell'intero 0,6% disponibile per la sicurezza energetica. Questo, però, non significa che quei 14,4 miliardi siano già stati destinati alle famiglie, né tantomeno alle sole pompe di calore: saranno le misure presentate dall'Italia e successivamente valutate in sede europea a stabilire come verrà utilizzato il margine.

L'Europa punta sull'elettrificazione delle abitazioni

La direzione indicata da Bruxelles è piuttosto chiara. La maggiore flessibilità non dovrebbe servire a finanziare interventi temporanei per abbassare artificialmente il prezzo dei combustibili fossili, ma misure capaci di ridurne strutturalmente il consumo.

Tra le soluzioni indicate dalla Commissione compaiono esplicitamente incentivi fiscali e sostegni finanziari per accelerare la diffusione di tecnologie pulite ed efficienti nelle abitazioni: fotovoltaico, batterie domestiche, interventi di efficientamento e, appunto, pompe di calore.

Bruxelles cita inoltre la possibilità di utilizzare contributi per accelerare la sostituzione delle caldaie alimentate da combustibili fossili.

La distinzione è importante. L'obiettivo europeo non è finanziare una nuova caldaia a gas, ma accompagnare il passaggio verso sistemi che riducano progressivamente la dipendenza dal gas stesso.

Perché le pompe di calore sono al centro della strategia

Una pompa di calore elettrica non genera calore attraverso la combustione, ma trasferisce energia termica dall'ambiente esterno all'interno dell'edificio. È proprio questa caratteristica a renderla strategica nel processo di elettrificazione dei consumi domestici.

Il tema non riguarda soltanto la sostenibilità. L'efficienza energetica sta diventando sempre più determinante anche nella scelta degli apparecchi domestici, mentre tecnologie basate sulla pompa di calore sono ormai consolidate in diversi segmenti, dalla climatizzazione alle asciugatrici.

La Commissione considera infatti l'elettrificazione uno degli strumenti attraverso cui ridurre l'esposizione dell'Europa alle importazioni di combustibili fossili.

Una politica di incentivi sulle pompe di calore avrebbe quindi una doppia funzione: sostenere l'efficientamento degli edifici e contemporaneamente rafforzare la sicurezza energetica.

Gli incentivi esistono già

Un eventuale nuovo intervento non partirebbe però da zero. Nel 2026 la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale con pompe di calore può già rientrare nei meccanismi di incentivazione esistenti, a determinate condizioni.

Tra questi c'è il Conto Termico 3.0, gestito dal Gse. Il meccanismo ammette la sostituzione di impianti esistenti con sistemi a pompa di calore e prevede incentivi calcolati in funzione della tecnologia, delle prestazioni e delle caratteristiche dell'intervento, entro i massimali stabiliti dalla disciplina.

Il punto, quindi, sarà capire se il Governo sceglierà di rafforzare gli strumenti già disponibili oppure costruire un nuovo incentivo, magari più immediato e specificamente rivolto all'abbandono delle caldaie fossili.

Un mercato che guarda sempre più alla pompa di calore

La questione interessa da vicino anche il settore degli elettrodomestici. La tecnologia a pompa di calore è ormai uno degli elementi centrali dell'evoluzione verso apparecchi più efficienti e consumi energetici più contenuti.

È un processo già evidente, per esempio, nel mercato delle asciugatrici, dove le normative europee di Ecodesign hanno accelerato il passaggio verso questa tecnologia.

Più in generale, efficienza, sostenibilità e riduzione dei consumi stanno modificando profondamente il mercato del bianco, spingendo produttori e consumatori verso tecnologie in grado di ridurre l'energia necessaria durante l'intero ciclo di vita degli apparecchi.

Cosa succede adesso

La novità europea, dunque, non è un nuovo bonus pompe di calore, almeno non ancora. È piuttosto la creazione dello spazio finanziario che potrebbe consentire al Governo italiano di introdurlo.

La Commissione valuterà le richieste degli Stati e l'ammissibilità delle singole misure: dovranno essere finanziate a livello nazionale, avere un impatto diretto sul bilancio pubblico e contribuire realmente alla sicurezza energetica e alla riduzione della dipendenza dai combustibili fossili.

Per le famiglie italiane la partita vera comincerà quindi quando il Governo definirà come utilizzare concretamente il margine europeo.

Se una parte delle risorse sarà destinata alla sostituzione delle caldaie tradizionali, il 2026 potrebbe segnare un'ulteriore accelerazione verso la pompa di calore.

Tuttavia, fino alla definizione delle misure italiane è bene mantenere distinti i due piani: Bruxelles ha aperto la porta agli incentivi. Il bonus, invece, deve ancora eventualmente entrarci.