Distretto di Fabriano: un 2026 all'insegna delle incognite
La chiusura delle fabbriche per le prossime festività non alleggerisce le preoccupazioni dei sindacati in vista del 2026. Punti critici principali la mancanza di politiche industriali adeguate e assenza di prospettive credibili almeno medio periodo
Il distretto economico-produttivo di Fabriano (Ancona) uno, per intenderci, tra i più interessati dalla crisi del settore del bianco si avvia alla chiusura per le festività, portando in dote al 2026 ancora troppe perplessità.
Come indicato da ansa.it, infatti, non mancano le preoccupazioni riguardanti i volumi produttivi, le politiche industriali e, soprattutto, la tutela dei posti di lavoro.
Illustra lo scenario, con più precisione, Pierpaolo Pullini, membro della segreteria provinciale della Fiom e responsabile del distretto di Fabriano parlando di un anno caratterizzato da "tantissime ore di cassa integrazione adoperate per sopperire alla perdita di volumi produttivi", a causa di mercato restrittivo e mancanza di adeguate strategie industriali.
I punti deboli
Le fragilità, secondo la Fiom, vanno inquadrate nella mancanza di politiche industriali adeguate e nell'assenza di prospettive credibili nel medio periodo.
Circostanze, a dire della sigla sindacale, certificate anche da una finanziaria forte di misure inadeguate e decisamente penalizzante sia per i lavoratori sia per il Paese.