Diritto alla riparazione: entra in vigore la nuova direttiva UE
Prosegue, nel segno della continuità, il percorso verso un nuovo "Green deal industriale", il programma fortemente sostenuto dall'Unione europea che coinvolge anche il mondo degli elettrodomestici e delle assistenze.
La nuova direttiva, che entrerà in vigore il prossimo 30 luglio, è solo l'ultimo di una serie di provvedimenti che favoriranno, nel prossimo futuro, le scelte dei consumatori.
Con la transizione verde, però, come obiettivo finale.
Dopo la rivoluzione annunciata il 23 aprile riguardante il diritto alla riparazione, lo scorso 10 luglio è stata pubblicata nella Gazzetta Ufficiale dell'Unione europea la direttiva 2024/1799/UE del Parlamento europeo e del Consiglio del 13 giugno 2024 in cui si evidenziano "norme comuni che promuovono la riparazione dei beni e che modifica il regolamento (UE) 2017/2394 e le direttive (UE) 2019/771 e (UE) 2020/1828".
La nuova direttiva entrerà ufficialmente in vigore il prossimo 30 luglio.
Di che cosa parliamo?
Si tratta di un nuovo scatto in avanti da parte dell'Unione europea, allo scopo di fornire strategie utili alla prevenzione dei rifiuti abbinate, altresì, a un sistema corredato d'incentivi utili a rendere la riparazione più allettante per i consumatori.
Lo scopo? Spingere i consumatori verso la riparazione dei prodotti difettosi piuttosto che all'acquisto di nuovi, circostanza che nell'ottica del legislatore abbatterebbe in modo significativo il costoso ciclo di smaltimento dei rifiuti.
Sostanzialmente, s'impone ai produttori di garantire l'intervento sui prodotti tecnicamente riparabili, la disponibilità di un modulo di riparazione volontaria dotato di scrupolose e chiare informazioni legate al processo di riparazione (soprattutto tempistiche e costi), la presenza di una piattaforma europea online in cui i consumatori possano facilmente reperire le informazioni necessarie alla riparazione, oltre a dettagliate indicazioni relative alla proroga della garanzia legale di 12 mesi nel caso in cui i consumatori dovessero optare per la riparazione anziché la sostituzione dell'elettrodomestico difettoso.
Inoltre, la Commissione avrà campo libero per ciò che concerne l'aggiornamento dell'elenco dei prodotti riparabili. Le sarà consentito, quindi, di ampliare e introdurre altri prodotti con nuovi requisiti di riparabilità.
La direttiva per punti
Obiettivo della direttiva (che dovrà essere recepita dagli Stati membri entro il 31 luglio 2026) è la tutela dei consumatori nell'ambito della transizione verde lanciata da tempo dall'Unione europea.
I passaggi essenziali del documento sono così riassumibili:
- La riparazione di un elettrodomestico dovrebbe tradursi in un consumo sostenibile per l'ambiente (per esempio, riduzione delle emissioni di gas a effetto serra) scelta che, nelle intenzioni, comporterebbe una significativa diminuzione dei rifiuti.
- La direttiva modifica e arricchisce le norme (a integrazione della 2019/71), al fine di promuovere la riparazione nel quadro della responsabilità del venditore. Attività che persegue, come anticipato, gli obiettivi dettati dal "Green Deal" europeo volto alla promozione di un consumo più sostenibile di tipo circolare.
- I riparatori sono tenuti a fornire ai consumatori tutte le informazioni necessarie relative ai loro servizi di riparazione (con la precisa segnalazione di eventuali costi aggiuntivi), al solo scopo di agevolare il consumatore nella scelta del riparatore, oltre che di aiutarlo nell'individuazione di servizi e riparazioni adeguate. In qualsiasi caso, i riparatori dovranno fornire il modulo europeo d'informazioni inserito nell'allegato I della direttiva.
- L'obbligo di riparazione imposto ai fabbricanti riguarda difetti che non sono dovuti alla non conformità dei beni a un contratto di vendita, i fabbricanti stessi dovrebbero impegnarsi a effettuare la riparazione dietro pagamento di una cifra congrua da parte del consumatore oppure a titolo gratuito. L'imposizione di un prezzo, infatti, dovrebbe stimolare questi ultimi a sviluppare modelli di business più sostenibili, comprendenti, quindi, anche prestazioni di servizi di riparazione.
- I fabbricanti sono tenuti a fornire accesso alle parti di ricambio, alle informazioni su manutenzione e riparazione o qualsiasi tipo di software, firmware o strumento ausiliario analogo per la riparazione. Tali specifiche assicureranno la fattibilità tecnica della riparazione non solo da parte dei fabbricanti, ma anche degli altri riparatori.
- Se da un lato la direttiva impone l'obbligo di riparazione ai fabbricanti, dall'altro agevola anche il consumatore nella scelta dei servizi di riparazione da parte di altri riparatori. Scelta che, come abbiamo visto, sarà facilitata dal modulo europeo d'informazioni sulla riparazione, fornito volontariamente non solo dal fabbricante, ma anche da riparatori quali il venditore o i riparatori indipendenti. Oppure, dalla ricerca attraverso la piattaforma online per la riparazione (portale che la Commissione s'impegna a predisporre, in tutte le lingue dell'Ue, entro il 31 luglio 2027). In questo modo, il consumatore sarà sostenuto nel confronto tra le varie opportunità fornite dal mercato.
- La piattaforma online dovrebbe includere strumenti di facile utilizzo per i consumatori, allo scopo d'individuare più facilmente i riparatori, per ogni singolo Stato membro. Circostanza che favorirà la ricerca migliore inerente i servizi di riparazione.
- Gli Stati membri dovranno determinare le sanzioni da irrogare per ogni violazione delle disposizioni nazionali adottate dalla direttiva e garantirne l'applicazione. Le sanzioni si intendono effettive, proporzionate e dissuasive al fine di limitare ulteriori trasgressioni.
- Per incentivare i consumatori a scegliere la riparazione, a fronte della necessaria modifica della direttiva 2019/771, il periodo di responsabilità sarà esteso di 12 mesi, da aggiungere al periodo di responsabilità restante del bene. Tale estensione dovrebbe applicarsi una sola volta.
Attraverso la nuova direttiva, dunque, l'Unione europea, stabilisce norme comuni volte a saldare le disposizioni relative alla riparazione dei beni, allo scopo di garantire un elevato livello di tutela dei consumatori e dell'ambiente, soprattutto nel campo dell'elettronica.
Insomma, all'orizzonte si staglia una nuova weltanschauung dell'elettrodomestico che cambierà sensibilmente il mondo delle assistenze, almeno quello che abbiamo imparato a conoscere fino a oggi.