Crolla il titolo Electrolux, preoccupazione per gli stabilimenti italiani
ElettroNews

Crolla il titolo Electrolux, preoccupazione per gli stabilimenti italiani

La netta flessione in borsa del titolo Electrolux accresce la preoccupazione di numerosi dipendenti italiani del gruppo allarmati per il proprio futuro. Incertezza che comprende altre realtà importanti del settore dell'elettrodomestico come Beko. I sindacati, inquieti, sollecitano il governo per la riapertura immediata dei tavoli di crisi

Non c'è pace per il mondo Electrolux.

Così almeno sembra valutando la significativa flessione del titolo (oltre 15%) alla Borsa di Stoccolma, dato emerso nell'ultima analisi effettuata da un noto quotidiano economico svedese.

Electrolux sta affrontando un "crash al rallentatore", circostanza che determina un flusso di cassa nettamente negativo e un forte aumento dell'indebitamento netto.

Per questi motivi, il passo successivo riguarderà un significativo aumento di capitale.

Lo stabilimento di Porcia

Gli effetti negativi potrebbero riflettersi anche a Porcia dove è presente uno degli stabilimenti più importanti del gruppo?

Al momento, non è dato sapere, anche se, è bene ricordarlo, nella struttura friulana sono già in essere contratti di solidarietà per circa un centinaio di dipendenti.

Nel caso di Porcia la società ha stimato una produzione di 725mila pezzi nel 2025, contro ai 707mile del 2024 e un piano di investimenti intorno ai 12 milioni di euro. Il dato degli occupati si attesta intorno ai 1.400 dipendenti.

I sindacati, lo vedremo tra poco, sono al lavoro per sollecitare un nuovo tavolo di confronto con le istituzioni, soprattutto in considerazione del fatto che l'ultimo incontro con i vertici del ministero competente s'è svolto lo scorso 5 giugno.

Peraltro, nell'occasione, i vertici di Electrolux sono stati impegnati a illustrare il precario stato di salute dell'azienda, oltre a mappare la crisi che sta investendo il mondo dell'elettrodomestico in tutta Europa.

Non solo Electrolux

A destare preoccupazione, come anticipato, è tutto il comparto degli elettrodomestici italiani.

Troppe, infatti, sono ancora le incognite sul tavolo del ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit) da affrontare con urgenza.

Oltre a Electrolux, anche Beko Europe versa in condizioni complicate. Anzi, questo caso appare, se possibile, ancor più spinoso.

Sono infatti già scattati – evidenzia l'agenzia Ansa – "gli ammortizzatori sociali per un'ottantina di dipendenti, su 110 complessivi, del centro Sviluppo e Ricerca, mentre gli investimenti previsti dall'accordo sindacale sottoscritto, ancora non si vedono: si tratta di 62milioni di euro in tre anni destinati allo sviluppo di prodotto, processo e per ricerca e sviluppo e per il sito di Melano, e un totale di 1,5 milioni di euro per miglioramenti dell'efficienza energetica e l'installazione di pannelli solari".

Insomma, per il comparto dell'elettrodomestico l'autunno caldo è già una realtà con cui fare i conti.