Caldaie e bonus mobili: nuovo equivoco all'orizzonte
La sostituzione di una caldaia potrebbe non bastare per accedere al bonus mobili. La causa? Il taglio della maggior parte dei bonus fiscali praticata, a partire dallo scorso anno, dal governo.
Le caldaie tornano a far parlare di sé.
Dopo la bella notizia riguardante Riello, la retromarcia dei tecnici della commissione europea relativamente al divieto di commercializzazione e lo stop dei controlli a domicilio, le caldaie tornano, nuovamente, protagoniste.
Questa volta, però, creando non poche preoccupazioni nei cittadini.
Infatti, la loro sostituzione, come spiega il Sole24Ore, "potrebbe non essere più sufficiente per attivare il meccanismo che consente di usufruire del bonus mobili. Il taglio di tutti gli sconti fiscali dedicati agli apparecchi alimentati da combustibili fossili, già a partire dallo scorso anno, rischia infatti di far venire meno il presupposto che consente di accedere allo sconto per arredi ed elettrodomestici".
L'Agenzia delle Entrate, rispondendo affermativamente a un quesito ripreso dal giornale finanziario, getta comunque acqua sul fuoco generato dal timore degli utenti: «Ho sostituito la caldaia, posso usufruire dell'agevolazione per l'acquisto di mobili?». La risposta, appunto, è sì.
D'altronde, l'opera di sostituzione "consente di trainare il bonus mobili in quanto manutenzione straordinaria, come affermato anche dalla circolare omnibus".
L'equivoco
Tuttavia, pur considerando la sostituzione di una caldaia come una manutenzione straordinaria, dallo scorso anno questo tipo di attività non risulta più tra quelle riguardanti l'agevolazione.
La tagliola dei divieti europei
Dal 2025 il Bonus mobili non è più agganciabile alla sostituzione della caldaia a combustibili fossili (e nemmeno a condensazione), poiché non rientrano più nell'Ecobonus o nel Bonus Ristrutturazione.
Difatti, ricorda il Sole "per effetto della legge di Bilancio di quell'anno (legge 207/2024) all'articolo 1 comma 55, le caldaie uniche alimentate da combustibili fossili (quindi, tutte le caldaie a condensazione tipicamente installate nei nostri appartamenti o nei condomini) non hanno più diritto all'ecobonus ma, soprattutto, non possono più accedere nemmeno al bonus ristrutturazioni.
Viene meno, allora, il presupposto del decreto n. 63/2013, perché i contribuenti che sostituiscono la caldaia non fruiscono più delle detrazioni trainanti. Di conseguenza, rischiano di perdere anche il bonus mobili".
Spetterà, dunque, alla politica il compito di sbrogliare la matassa.