Beko, nessun passo indietro sugli esuberi
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Beko, nessun passo indietro sugli esuberi

Confermati durante l'audizione in Commissione attività produttive i quasi 2.000 esuberi negli stabilimenti di Siena, Comunanza e Cassinetta.

Chi si aspettava novità dall'audizione dei rappresentati di Beko Europe in Commissione attività produttive sarà rimasto deluso.

I previsti 1.935 esuberi restano, infatti, invariati e confermati.

Anzi, il responsabile delle relazioni esterne di Beko, Maurizio David Sberna ribadisce quanto anticipato dopo l'incontro del 10 dicembre scorso. Esiste, sostiene Sberna «ogni possibile impegno a valutare tutte le operazioni di carattere industriale che possano emergere, l'obiettivo è far sì che qualunque attività che possa servire a mitigare questo impatto sicuramente andrà fatta, ma solo se ad invarianza di impatto economico di un piano che punta ad arrestare una emorragia di perdite ormai insostenibile».

L'impatto degli esuberi riguarda principalmente gli stabilimenti di Siena, Comunanza (Ascoli Piceno) e Cassinetta (Varese).

«Tre fabbriche – evidenzia Sberna – con più di 50 milioni di perdite l'anno in una situazione complessiva per il mercato degli elettrodomestici in Europa di strutturale sottoutilizzazione della capacità produttive per il calo di domanda e per la concorrenza cinese».

Beko, infatti, stima di perdere in Europa (solo nei grandi elettrodomestici) ben oltre 200 milioni di euro.

Tutt'altro approccio, al contrario, da parte dei sindacati che contestano la mancanza di un tentativo d'industrializzazione da parte di Beko più interessata, invece, a operazioni di stampo commerciale e predatorie.

«Se si vuole fare una vera trattativa – dichiara Barbara Tibaldi di Fiom-Cgil – il Governo deve parlare con la proprietà, serve un salto di qualità nell'interlocuzione, parlare con chi può decidere».

Una frecciata nemmeno troppo velata nei confronti del ministro Urso.