Ariston, la controllata russa torna italiana
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Ariston, la controllata russa torna italiana

Dopo un anno di forti tensioni sembra tornato il sereno sulla vicenda della nazionalizzazione della controllata russa. Il comunicato del presidente esecutivo di Ariston Group, Paolo Merloni, conferma la normalizzazione dei rapporti con i russi.

Poco meno di un anno fa Putin, durante una delle fasi più acute della guerra russo-ucraina, decise con una misura senza precedenti di nazionalizzare alcune imprese (italiane e tedesche), legittimamente operanti in territorio russo.

A beneficiarne all'epoca, una società ricollegabile al gruppo Gazprom.

Non servirono a nulla né le parole di biasimo giunte dal Servizio di Azione Esterna Ue che inquadrava l'operato dello "zar" come "l'ennesima prova del disprezzo della Russia per il diritto e le regole internazionali", né la convocazione urgente dell'ambasciatore russo in Italia, Alexei Paramonov, da parte dell'irritatissimo ministro degli Esteri, Antonio Tajani.

Dopo tanta tensione sembra, finalmente, tornato il sereno sulla vicenda.

Lo evidenzia, infatti, una nota del presidente esecutivo del Gruppo, Paolo Merloni, in cui specifica che «Accogliamo con grande favore la decisione delle autorità russe che ci consente di tornare a gestire direttamente la nostra controllata».