Voglio migliorare sempre, sono un professionista ambizioso

Un lungo viaggio. Una vita nuova. Una bella storia d'integrazione, culminata con l'affermazione umana e professionale di un uomo ambizioso. Hamdi, uno dei tecnici riparatori di Archimede, racconta di se e delle esperienze di un ragazzo con tanta voglia di emergere. Un racconto, condito anche da numerosi sorrisi, capace di evidenziare come attraverso fatica, lavoro, ma soprattutto passione, sia possibile superare ogni tipo di avversità.

Il percorso

D
Partiamo dalle sue origini.

Sono di origini albanesi. In Albania ho vissuto fino all'età di 10 anni, prima del trasferimento in Italia, al seguito della mia famiglia. A metà degli anni '90.

D
Come si è approcciato al mondo delle riparazioni?

Ho sempre avuto una passione per i lavori materiali. Amavo mettere mano alle cose e aggiustarle. Mostravo, fin da ragazzino, intuito e praticità.

D
Ha frequentato delle scuole italiane specializzate?

In verità ho cominciato con ragioneria, ma devo essere sincero: lo studio non faceva per me. Quindi, mi sono ricollocato presso una scuola professionale, più utile per prepararmi a una futura professione. Una scuola che mi ha preparato da un punto di vista teorico. L'esperienza professionale, però, un po' come tutti, l'ho fatta sul campo.

D
Ci racconti la sua prima esperienza lavorativa.

Ho iniziato vicino a casa, in una ditta di riparazione elettrodomestici. Ho faticato un po'. D'altra parte, la scuola che avevo frequentato specializzava i ragazzi privilegiando soprattutto la parte idraulica rispetto a quella elettrica. Insomma, sapevo poco di elettrodomestici. Ho acquisito attraverso la "gavetta", quindi anche facendo errori, informazioni ed esperienza. Col tempo, mi sono appassionato al mondo delle riparazioni.

D
In quell'azienda, però, non le rinnovano il contratto...

Vero. Dopo quattro anni da apprendista, non arrivai al contratto col nuovo inquadramento da operaio. A causa, dissero, degli elevati costi legati al rinnovo e alla nuova mansione. Con sbandamento e delusione mi sono rimboccato le maniche provando anche altre esperienze professionali. Di giorno andavo a riparare, grazie alla pubblicità di conoscenti e amici, gli elettrodomestici, mentre la sera facevo il pizzaiolo.

D
Poi è arrivato il primo contratto a tempo indeterminato.

Sì, ma dentro di me cresceva l'esigenza di mettermi in gioco personalmente. Ero consapevole che, prima o poi, avrei lavorato solo per me stesso.

Il lavoro e i clienti

D
Che cosa le piace del suo lavoro?

Due cose: rimettere in funzione, grazie a un mio intervento, un elettrodomestico guasto, e assorbire dalle parole del cliente la soddisfazione per l'avvenuta riparazione. Sono due momenti, per me, impagabili.

D
Che cosa, invece, non le piace?

Lo stress, perché t'impedisce di lavorare in modo "sano". Penso, per esempio, ai ritardi nella consegna di un pezzo di ricambio. Non ne ho colpa se non si rispettano i tempi concordati. Il cliente, spesso, s'indispettisce ugualmente perché non coglie le reali responsabilità. A volte è frustrante.

D
Il tema dei clienti lo tocca spesso: perché?

Perché amo farli contenti. Mi pongo come obiettivo di lavorare sempre al meglio, grazie a servizi impeccabili dal punto di vista della manodopera. È il modo migliore per fidelizzarli, e per regalare serietà e competenza all'intervento di riparazione. In alcuni casi, però, mostrano poca pazienza. In fin dei conti, un ritardo di qualche minuto causato da una riparazione precedente più insidiosa rispetto alle previsioni, oppure il traffico intenso, dovrebbero volgere il cliente verso una maggiore comprensione.

D
Quali sono le riparazioni più richieste e quelle più complicate?

Tutti i principali elettrodomestici: lavatrici, lavastoviglie e asciugatrici. Seguono i forni e i piani cottura. Per quanto mi riguarda, sono interventi abbastanza distribuiti. Probabilmente, i frigoriferi a incasso sono i più complessi. In verità, non ci sono interventi più complicati di altri. Se sei un professionista serio e capace sai dove mettere le mani.

D
Esiste un aneddoto che l'ha colpita particolarmente?

Mi è capitato di essere chiamato per un intervento da una signora. Appena varcata la soglia, mi sono accorto che la cliente doveva avere qualche problema. Si trattava, infatti, di un'accumulatrice seriale. Non riuscivo a camminare, non avevo spazio alcuno per muovermi in quel macello. L'intervento, peraltro, riguardava un frigo americano, a doppia porta, che ovviamente non riuscivo ad aprire. Per non aggiungere ulteriore imbarazzo, ho mantenuto per tutto il tempo la borsa con gli attrezzi a tracolla. Il povero frigo, con tutti quegli oggetti, non "respirava" più. Alla fine le ho consigliato di sostituirlo. Non esisteva, con tutta la buona volontà, la condizione minima per poter operare sull'elettrodomestico.

Archimede

D
Quando ha iniziato a collaborare con Archimede?

Più o meno un anno fa. Benissimo, sin dalla prima telefonata. Un impatto davvero positivo. Siamo partiti piano, poco alla volta, anche per darci il tempo di migliorare la reciproca conoscenza. Oggi, con Archimede, lavoro stabilmente e con soddisfazione.

D
Quali sono i punti di forza di Archimede?

La chiarezza e l'organizzazione degli interventi. D'altronde, Archimede gestisce il primo contatto con il cliente. Se le informazioni che arrivano al sottoscritto sono chiare e precise, se ne avvantaggia solo il mio lavoro.

D
Come si trova con il gestionale?

È semplice da utilizzare, e utile per ottimizzare il lavoro. Aggiungo, modellato a favore di tecnico. Permette di accelerare l'incontro con il cliente, facendo guadagnare tempo. Per chi si occupa di riparazioni, il tempo risparmiato si traduce in oro.

D
Ha fornito qualche suggerimento allo staff per migliorare la collaborazione?

Certo, con lo staff ci confrontiamo molto sulle migliorie da apportare al gestionale. Lo considero un passaggio normale e inevitabile se si vuole progredire insieme, soprattutto per quanto riguarda l'efficienza e rapidità del servizio.

La vita privata

D
Coltiva qualche passione particolare?

Una volta giocavo a calcio, mi piaceva parecchio. Oggi, però, non ho più tempo per dedicarmi a questa attività, perché il mio tempo è assorbito quasi esclusivamente dal lavoro. Magari un giorno, fisico permettendo, riprenderò. La Juventus è la mia squadra del cuore.

D
È in Italia dall'età di 10 anni: cosa ama del nostro paese?

Sono nato in Albania e sono legato alle mie origini. Però, mi sento italiano. Vivo qui da tanto tempo, ho studiato, imparato un lavoro, mi sono affermato come uomo. Amo l'Italia in ogni sfaccettatura. Anche della cucina, per esempio, non posso indicare un piatto preferito: li adoro tutti.

D
Che cosa si aspetta dal futuro?

Sono un uomo che non si accontenta. Voglio migliorare sempre, sono un professionista ambizioso. L'obiettivo è quello di incrementare la mole di lavoro, ma sempre nell'ottica di soddisfare il cliente. Vorrei, inoltre, avere l'opportunità di far crescere un ragazzo insegnandogli il lavoro. Esattamente come è capitato a me, anni fa. Per crescere, però, è necessario tanto, tanto, tanto sacrificio. Bisogna essere predisposti mentalmente. Nella vita nessuno ti regala niente.

D
Che cosa si aspetta da Archimede nel nuovo anno?

Con lo staff di Archimede il rapporto è ormai consolidato. Non vedo grossi aggiustamenti da fare perché la collaborazione con ogni elemento del gruppo è salda, quotidiana, proficua e svolta in piena sintonia. Il fine della nostra attività, in fondo, è di fornire al cliente un servizio eseguito a regola d'arte con i minori tempi di attesa. Ogni miglioramento è orientato verso questo scopo.