Affronto ogni giorno come un momento nuovo

Uno spirito nomade condito da tanta voglia di migliorarsi. Enzo si racconta ad Archimede senza protezioni e in piena trasparenza. L'ingresso in punta di piedi nel mondo delle riparazioni, un mestiere imparato sul campo proprio come si usava un tempo, lo consacra, oggi, tra i tecnici più attivi e ricercati a Bologna e nel bolognese.

Il percorso

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Com'è iniziato il suo percorso professionale?

Sono sincero: non sono mai stato portato a tenere la testa china sui libri. Tuttavia, essendo una persona sveglia, che si dà da fare, ho iniziato subito a lavorare nell'ottica d'imparare un mestiere.

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La prima esperienza davvero importante?

Ho avuto la fortuna, come operaio generico, di farmi spazio in una ditta che produceva frigoriferi industriali dove sono stato aggregato al reparto impianti. Ho conosciuto un capo reparto, un elettricista molto preparato, che mi ha insegnato il lavoro. Seguirlo è stata la mia scuola sul campo. Nel giro di pochi anni sono riuscito a carpire i segreti "nascosti" nei quadri elettrici.

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Quando è arrivato il grande passo verso l'imprenditoria?

Dopo quell'esperienza, ho capito che la strada era tracciata. Rispondendo a un annuncio, in cui si cercava una posizione da tecnico, sono entrato nel mondo della riparazione degli elettrodomestici. Non potevo ritenermi già un tecnico esperto: sono uscito in coppia con altri tecnici, cercando d'imparare velocemente. Da lì sono partito ufficialmente. Oggi sono più di 10 anni che lavoro in questo campo.

Da Milano a Bologna

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Lei è un milanese trasferito a Bologna: che cosa ha suggerito questo cambio radicale?

Un po' di crisi sul territorio, e l'occasione determinata dal fatto che nel bolognese mancavano tecnici. Mi son detto, perché non provare? Per un anno sono stato lontano dalla famiglia, un sacrificio significativo. Vedevo i miei cari, da pendolare, solo per i fine settimana. Sono ormai otto anni che vivo a Bologna, ora con famiglia al seguito. Una città bellissima e accogliente.

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Che cosa le piace di più del lavoro di tecnico?

La gioia consapevole di affrontare ogni giorno come un momento nuovo. Una volta trovi il cliente gentile e simpatico, oppure uno particolarmente complicato. Essere sempre in movimento altera anche il tempo che passa: l'orologio non lo guardi più, se non per controllare orario e indirizzo del prossimo cliente. Impossibile annoiarsi.

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Da dove nasce questo appagamento?

Dalla soddisfazione impressa sul volto del cliente una volta riparato il guasto. Lui è contento, e io pure.

Il rapporto con i clienti

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Com'è il suo rapporto con i clienti?

Generalmente positivo. Può capitare quello scortese, ma fa parte del gioco. Il più delle volte, a proposito di caffè, me lo offrono loro, lo condividiamo. Si tratta di uno dei momenti che preferisco, insieme alla promessa di essere richiamati in caso di nuova necessità. Significa aver fatto bene il proprio lavoro.

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Ci sarà un motivo che farà perder loro la pazienza…

La mancata puntualità, magari causata da un intervento precedente più lungo o dal traffico. Una mezz'ora prima dell'intervento ho l'abitudine di chiamare il cliente per avvisarlo del mio arrivo. Dal tono della risposta sono in grado di prevedere se tutto andrà per il meglio, oppure se sarà necessario dotarsi di corazza…

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Un aneddoto legato al lavoro?

Ne esistono diversi. Per esempio, ricordo la chiamata per aggiustare un frigorifero a casa di quella che avrei scoperto essere un'accumulatrice seriale. Oppure, la volta in cui aprendo una lavastoviglie da riparare ho scoperto un topo morto. Poi si entra anche in case bellissime, arredate con gusto, tanto splendide da perdere il fiato. Il lavoro, in questi casi, si confonde con il piacere.

Archimede e il futuro

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Parliamo di Archimede?

Sono circa tre anni che collaboro con Archimede e mi trovo davvero molto bene. Lo staff è sempre disponibile. Appena avanzo un dubbio o manifesto un problema, cercano di risolverlo nel tempo più breve possibile. Per me è un piacere collaborare con questa struttura.

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Come si trova con il gestionale?

Benissimo. Si tratta di uno strumento ottimo, molto comodo per noi tecnici. Qualche piccolo suggerimento l'ho indicato anch'io, ed è stato recepito rapidamente. Circostanza che mi ha regalato molta soddisfazione.

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Ha un sogno nel cassetto?

Mi sono innamorato della Sicilia, al punto da trascorrerci circa sei mesi all'anno nel ragusano. Sto coltivando l'idea di far decollare l'attività anche lì. Mio figlio — che ha 26 anni e sta seguendo il mio percorso — gestisce in autonomia le assistenze a Bologna in mia assenza. Un perfetto gioco di squadra. Ci vorrà un po' di tempo, ma sono certo che giungerò all'obiettivo.