I clienti? Sono cumpagnell
Gli esordi nella ristorazione e una fuga repentina verso la vera passione: l'elettrodomestico. Marco D.C. racconta una storia fatta d'impegno, ambizione e interesse verso pinze e cacciaviti. Grazie a un carattere aperto e solare smorza polemiche e tensioni, favorito da una circostanza: il napoletano, per fortuna, è generalmente "cumpagnell". Un sogno nel cassetto? Una barca tutta per sé.
Il percorso
In verità, s'è trattato di un viaggio un po' tortuoso. Mio padre gestiva un ristorante sull'Isola di Procida e, per questo motivo, le mie scelte scolastiche privilegiarono l'indirizzo alberghiero. L'obiettivo, infatti, era di dare continuità all'attività di famiglia. Poi mio padre, per vari motivi, decise di vendere il ristorante, circostanza che, di fatto, cambiò anche il mio futuro. Decisamente in meglio.
Sono sempre stato affascinato dalla manualità legata alle riparazioni. Smontare, aggiustare, rimontare le macchine. Un mondo, per il sottoscritto, davvero seducente. Ho sfruttato l'opportunità d'iniziare, intorno ai 16 anni, con mio zio, un professionista del settore da oltre quarant'anni, molto conosciuto nel quartiere. Mi applicavo facendo piccoli lavoretti, ma soprattutto cercando d'imparare rubando il mestiere con gli occhi.
Certo, come garzone di bottega che portava la borsa degli attrezzi. L'amore per pinze e cacciaviti è sbocciato così. Tra una riparazione e un'altra. Dopo circa tre anni con lo zio, ho iniziato a crescere, a formarmi. S'è aperta una nuova porta, un'opportunità per lavorare con un amico di mio zio presso un altro centro assistenza per elettrodomestici di marche importanti. Giravamo tutta Napoli, dal centro fino alla periferia. Quanti chilometri percorsi. È stato un bel periodo.
Dopo aver gestito un laboratorio nel quartiere Sanità con un proprio, contenuto, pacchetto di clienti, è arrivata la collaborazione con una web factory che mi ha spinto a promuovere la mia attività via web. Scelta azzeccata che, poco dopo, iniziò a dare i suoi frutti. Tanto da permettermi d'incontrare anche Archimede.
Il lavoro e i clienti
Del mio lavoro amo, oggi, soprattutto la libertà che regala. Mi permette di girare e fare sempre nuove esperienze. Stare a contatto con il pubblico. Mi sposto per Napoli, città meravigliosa, da un capo a un altro per riparare elettrodomestici: come potrebbe non piacermi questo lavoro?
Mi dà veramente fastidio quando ti richiamano per un elettrodomestico già riparato che, però, presenta altri difetti. A volte, per carità, può capitare di sbagliare, siamo esseri umani. Non amo, tuttavia, che il cliente possa dubitare della mia professionalità. Sono un perfezionista.
Fortunatamente il napoletano caratterialmente è "cumpagnell", sempre un po' amico di tutti. Io, poi, sono una persona socievole, aperta ed elastica. Cerco di evitare, se possibile, le tensioni. Certo, a volte capita quello che vorrebbe insegnati il mestiere anche se non è in grado di usare un cacciavite, oppure quell'altro che ha letto tutto su internet e ti indica il guasto. I maleducati fatico a tollerarli, ma in proporzione agli interventi effettuati sono davvero pochissimi. La maggior parte è gentilissima e ospitale.
Mi chiamano per un intervento di riparazione in una casa d'epoca bellissima, aristocratica. Mi apre una signora molto anziana, ma intellettualmente molto brillante. La casa era inquietante, piena di bambole in ceramica. Sembrava un set da film dell'orrore. Inoltre, il figlio collezionava cimeli di stampo nazifascista. Divise, giornali e riviste d'epoca. Insomma, una casa angosciante. E non è finita qui: la signora era stata un'attrice teatrale e cercò insistentemente di farmi fare un provino presso una compagnia di un'amica. I giorni successivi alla riparazione sono stati un inferno perché continuavano a chiamarmi. Declinai l'invito, con gentilezza. Sono un tecnico riparatore amante del suo lavoro.
Una situazione imbarazzante. Ricevo una telefonata per riparare una lavastoviglie. Entro in questa casa e sono investito da un odore insopportabile. La proprietaria ospitava, nell'appartamento, una trentina di gatti che facevano i loro bisogni ovunque. Alla fine non ci sono riuscito, perché era impossibile mettere le mani anche sull'elettrodomestico guasto. Sono fuggito.
Archimede e il lato personale
Benissimo. Non lo dico per piaggeria, ma perché ho avuto modo di conoscervi. Siete persone davvero eccezionali, serie e professionali. Con realtà di questo tipo è facile entrare in una armonica sintonia.
Secondo me in nulla. Noto un aggiornamento costante dei servizi e grande professionalità da parte di tutti. Continuate così, con immutata serietà.
Soprattutto frigo e lavatrici. A seguire asciugatrici e lavastoviglie. Le riparazioni più complicate? Senza dubbio le lavastoviglie da incasso. Quando poi si trovano in cucine strette e anguste è davvero molto complicato. Spesso, preferisco portarle via e aggiustarle in laboratorio con agio e tranquillità.
Amo i motori. Mi tengo aggiornato sulle nuove uscite di automobili. Però, la mia vera passione è il pugilato che pratico da amatore. Un po' il calcio: faccio il tifo per la squadra della mia città. Forza Napoli! E il mio piatto preferito? Senza dubbio, il ragù napoletano della mamma. Oppure, uno spaghetto con le vongole cucinato a regola d'arte.
In verità, ho tutto ciò che desidero. Una compagna splendida, una figlia meravigliosa e un lavoro appagante. Però, visto che sognare non costa nulla, mi piacerebbe comprare una barca nonostante la fobia di mia moglie per il mare aperto...