Il mio desiderio? Regalare serenità alla famiglia

Da compagni di scuola a soci nel centro assistenza. Una storia da libro "Cuore" che lega ancora oggi due amici prima che colleghi. Da semplici apprendisti a titolari della stessa società in cui, trent'anni fa, partì un percorso denso di sacrifici, ma anche di grandi soddisfazioni. Bruno A. racconta quanto, e soprattutto come, è cambiato il mondo delle assistenze nel campo degli elettrodomestici.

Gli esordi

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Ci parli dei suoi inizi in questo mondo, partendo proprio dal periodo scolastico.

Ho frequentato una scuola per perito tecnico industriale, mirata alla specializzazione nel campo dell'elettronica.

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Alla conclusione del ciclo scolastico ha iniziato subito a lavorare?

Praticamente, sì. L'anno successivo sono entrato in un'azienda. È stato il mio ingresso nel mondo del lavoro. Dopo la scuola ho svolto subito il servizio militare, parliamo del 1992. Appena congedato mi sono dato da fare iniziando a lavorare come tecnico riparatore. E dopo qualche anno ho rilevato, insieme al mio attuale socio, l'attività.

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Una bella soddisfazione. Partire come apprendista per poi diventarne il titolare...

Certamente. Tanti sacrifici coronati da una grande soddisfazione. Nel 1999, in sette anni, sono passato dall'essere un semplice apprendista a proprietario di un centro assistenza. Oggi, prosegue il sodalizio e l'affiatamento col mio socio, legame potenziato da una figura amministrativa, Giorgia, che supporta e organizza l'attività.

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Come ha conosciuto Massimo, il suo socio?

È un rapporto costruito nel tempo, visto che eravamo compagni di scuola. Peraltro, ha iniziato a lavorare prima di me. A lui devo l'ingresso nell'azienda che poi avrei rilevato.

Il lavoro e i clienti

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Dopo trent'anni di lavoro, ama ancora la sua professione?

Sì, il lavoro è sempre interessante e, al mattino, mi alzo sempre con il desiderio di andare dai clienti. Anche se, negli anni, alcune dinamiche sono mutate. Non parlo a livello tecnico, anche se l'elettronica oggi la fa da padrona. Se un tecnico è specializzato e conosce il mestiere le problematiche le risolve senza alcun problema. A cambiare è l'approccio del cliente. Sempre meno paziente e più esigente. Richiede appuntamenti rapidi a orari precisi, con pochissima tolleranza.

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Com'è il suo rapporto con i clienti?

Come dicevo, nel corso degli anni, i clienti sono cambiati. Hanno tante esigenze, pretendono molto, anche con poca comprensione per i nostri sforzi. Una volta, invece, si affidavano di più, erano più condiscendenti e con minore impazienza. Ovviamente, cerchiamo sempre di accontentarli, spesso anche quando sarebbe impossibile farlo poiché una forzatura legata a un appuntamento può stravolgere totalmente l'organizzazione di una giornata già pianificata.

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I clienti sanno mostrare anche lati umani?

Certamente. Alcuni sono davvero generosi, ti fanno sentire a casa. Oppure, insistono per lasciare una mancia. Sono piccoli gesti, eppure molto graditi, perché si traducono in apprezzamento per il nostro lavoro. Tuttavia, dopo tanti anni, appena entriamo in casa delle persone sappiamo riconoscere, già dai saluti, chi abbiamo di fronte.

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Ci racconta un aneddoto professionale che l'ha coinvolta particolarmente?

Ricordo la chiamata per una riparazione di un frigo. Mi accoglie sulla porta un signore, trascuratissimo, sulla sessantina. Varcata la soglia della cucina noto il piano cottura pieno di sporcizia, avanzi di cibo e immondizia. Stavo per rifiutare il servizio perché si trattava di una situazione oltre il limite della decenza. Eppure, il peggio l'ho provato all'apertura del frigo: una sequenza degna di un film dell'orrore. Cibo guasto, scatolette aperte, sporcizia ovunque. Mai visto tanto degrado. Era palesemente una persona che necessitava di aiuto. Dopo un paio d'anni sono stato chiamato da una comunità per un'assistenza e chi mi trovo tra gli ospiti? Proprio quel cliente. Dentro di me, in fondo, ero contento, perché qualcuno, finalmente, si era occupato di lui.

Archimede e il futuro

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Da un paio d'anni collabora con Archimede: come si trova?

Parliamo di una realtà molto organizzata, precisa e meticolosa. Lavorando anche con altri soggetti posso dichiarare, senza timore di essere smentito, che Archimede è un'azienda professionalmente seria e competente.

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Quali sono le assistenze che esegue più frequentemente?

Come primo elettrodomestico indicherei la lavatrice. E poi, il frigorifero e la lavastoviglie. L'elettrodomestico che ritengo più rognoso da riparare è probabilmente il frigo e le riparazioni direttamente collegate all'elettronica.

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Esiste qualcosa, secondo lei, da migliorare nel servizio offerto da Archimede?

Mi sento di confermare tutto quello che ho detto. A volte, lo ammetto perché le nostre giornate sono di fuoco, fatichiamo a sostenere i ritmi richiesti di tempestività. D'altra parte, durante una riparazione, non possiamo fermarci per chiamare un altro cliente. Cerchiamo di richiamare il più velocemente possibile, ma non sempre si riesce nel giro di pochi minuti. Al di là di questo singolo aspetto, il servizio offerto da Archimede è perfetto.

Il lato personale

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Riesce a ritagliarsi dello spazio per le sue passioni?

Il mio tempo libero è dedicato esclusivamente alla famiglia, anche se coltivavo una passione a cui, per mancanza di tempo, dedico oggi sempre meno tempo: la pesca. E aggiungo pure le passeggiate nella natura per raccogliere funghi e asparagi.

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Ama la cucina? Il suo piatto preferito?

Sono una buona forchetta e adoro la cucina romana. Soprattutto, amo i carciofi.

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Ha un sogno nel cassetto?

Il mio sogno nel cassetto l'ho esaudito rilevando l'attività professionale in cui opero ancora oggi. Il desiderio è quello di migliorare sempre, crescere, nonostante tanti anni di lavoro sulle spalle e regalare serenità alla famiglia. Non chiedo altro.