L'amore per la professione? Merito di mio nonno
Andrea T. rappresenta la terza generazione di una dinastia siciliana strettamente legata al mondo dell'elettrodomestico. Il suo racconto parte da lontano, quando, ancora bambino, aiutava il nonno come apprendista. Oggi, tecnico apprezzato del territorio, porta la sua esperienza nelle case dei clienti con la serietà e professionalità che contraddistingue, ormai da tempo, la famiglia di cui fa parte.
Il percorso
Come scuole ho frequentato l'Ipia, un istituto professionale, ma già a 10 anni, come piccolo garzone, ho dato il mio contributo alla famiglia con la borsa degli attrezzi in spalla. Pur essendo ancora giovane (30 anni), posso già fregiarmi di un'esperienza ventennale.
Proprio così. Sono cresciuto in una famiglia di lavoratori che mi ha trasmesso questo tipo di esempio. A 10 anni entravo nelle case delle persone cercando d'imparare trucchi e malizie della professione osservando mio nonno. Ero un apprendista che si dava da fare. Passavo gli attrezzi, aiutavo in base alle esigenze.
S'è trasformato in un uomo, con responsabilità molto diverse rispetto ad allora.
Sul territorio lavoro da solo o con la mia famiglia. Nel senso di mio padre e mio nonno.
Ne ha 86, ed è ancora in gamba. Molto curioso, vuole controllare, vedere, verificare. Uomini di un'altra pasta.
Il lavoro e i clienti
Innamoratissimo. Affronto l'impegno con il sorriso perché ogni nuovo giorno sarà, comunque, diverso rispetto al precedente. Lo apprezzo anche quando capitano le giornate storte perché, purtroppo, esistono anche quelle.
Da parte mia mostro massima educazione e serietà. Sempre. Quello che, a volte, mi infastidisce sono alcuni che vorrebbero insegnarti il lavoro oppure quelli che ti fanno trovare l'elettrodomestico già smontato perché convinti di essere in grado di poter far da soli. Quelle sono proprio le circostanze che mi fanno arrabbiare.
Generalmente sono molto gentili. Apprezzo quando mostrano premure nei miei confronti. Anche solo un caffè offerto è un gesto davvero gradito. Ci sono pure clienti che insistono per offrire il pranzo, ma per serietà professionale declino sempre l'invito. Tuttavia, resta il pensiero che va letto come un segno di grande cortesia nei miei confronti.
Torniamo indietro di quattro anni. Ricevo la comunicazione per l'assistenza a un frigorifero difettoso. Appena varcata la soglia del cliente mi trovo al cospetto di alcune ragazze, come dire, discinte. Pur perplesso, mantengo un corretto aplomb professionale e vado a riparare l'elettrodomestico. Ricordo ancora il tipo di problema: sostituzione del compressore. Tuttavia, mentre operavo sulla macchina, sentivo strani rumori provenire dalle stanze vicine. Per farla breve, ero all'interno di una casa d'appuntamenti abusiva. Ho lavorato, per un giorno, in un ambiente più comodo di altri. Mettiamola così.
Archimede e il lato personale
Soprattutto lavastoviglie, lavatrici e piani cottura. Con l'arrivo della calda stagione anche i frigoriferi. Le riparazioni più complicate? Le lavatrici. Perché, per ripararle, può capitare di doverle ritirare e smontare quasi integralmente in laboratorio. Specie quelle più datate.
La raccolta delle assistenze è competenza di mia zia. Io sono un operativo. Da quello che mi ha raccontato ci troviamo bene. Siamo soddisfatti.
Le mie giornate sono dedicate al lavoro e alla famiglia. Per me ritaglio, generalmente durante la pausa pranzo, una seduta di allenamento in palestra. Serve sia per scaricare la tensione sia per mantenermi in forma. Una sorta di reset dalla quotidianità.
La carbonara.
Vorrei riuscire ad acquistare una casa per me e la mia famiglia. Per il resto sono concentrato sul mio lavoro.